Gurdjieff sulla Creazione Parte 2 – Separazione

Asaf Braverman, California

Nell’intervento del mese scorso, Gurdjieff sulla Creazione Parte 1,  abbiamo parlato di due stati: il primo, nel quale siamo inconsapevolmente governati da pensieri, emozioni e sensazioni del tutto casuali; il secondo, in cui ci risvegliamo e percepiamo la nostra molteplicità.

Abbiamo sovrapposto questi due stati alla storia biblica della Creazione, accostandoci ad essa in senso metaforico. Il confronto si è rivelato calzante: prima della creazione, la terra si trova in un’oscurità caotica, molto simile a quella del nostro sonno psicologico; in seguito abbiamo la creazione della luce, molto simile alla luce dell’auto-osservazione rivelatrice del nostro sonno.

Molti degli interventi hanno concordato sul fatto che ci sia una sorta di mistero dietro l’apparire della luce dell’auto-osservazione. Se è così e se il risveglio arriva in modo misterioso, allora altrettanto misteriosamente se ne può anche andare. Pertanto, al fine di prolungare il risveglio, il processo di creazione deve continuare.

Questo mese prenderemo in esame il necessario passo successivo, senza il quale il risveglio ricade inevitabilmente nel sonno.

La Creazione biblica continua con una serie di ‘divisioni’:

“E Dio disse: Sia fatto un firmamento nel mezzo delle acque, così da dividere le acque dalle acque… Che le acque sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo, e che la terra asciutta appaia…” – Libro della Genesi

Gurdjieff - CreazioneIl secondo passo della creazione biblica è una divisione. Si tratta di un evidente passo successivo, dal momento che la divisione non avrebbe potuto aver luogo prima del passo di far luce. Non possiamo riordinare una stanza disordinata, al buio, e la vita organica non potrebbe venir creata senza aver prima separato le acque per farne emergere il terreno asciutto.

Se queste sono metafore di verità psicologiche, come si manifesta allora tale ‘divisione’ nel micro-cosmo uomo?

Gurdjieff sulla Divisione

“Il Lavoro ha inizio nel momento in cui l’uomo comincia a percepire due uomini in sé. Uno è l’uomo che lui chiama ‘io’ e che gli altri chiamano ‘Ouspensky’…’ L’altro è il reale lui, il reale ‘io’, che fa la propria comparsa nella sua vita solo per brevissimi momenti e che può divenire stabile e permanente solo dopo un lungo periodo di lavoro.” – George Gurdjieff

Gurdjieff - CreazioneLa luce dell’auto-osservazione invita a una divisione. Rivela una schiera di manifestazioni interne, alcune utili, altre innocue, altre ancora dannose.

Per esempio: azioni che hanno acceso la luce sono ovviamente utili al risveglio; azioni che in precedenza ci hanno tenuti nel sonno sono dannose. Per prolungare il risveglio, dobbiamo separare il dannoso dall’utile, e fondare i nostri forzi sul solido terreno del reale.

Gurdjieff sottolinea che tale divisione costituisce un momento critico del lavoro. Un uomo non può compierla da solo, dal momento che finirebbe inevitabilmente con l’ingannare se stesso, favorendo caratteristiche ambigue, non in relazione con l’eventuale contributo che possono offrire al risveglio.

Se però una tale divisione viene realizzata, l’uomo si trova ad affrontare una rivoluzione interiore, nella quale il precedente governo dei molti ‘io’ viene sostituito da un governo di ‘io’ reali.

Tenendo presente tale tema della ‘divisione’, la domanda che questo mese rivolgo ai miei interlocutori è: potete offrire esempi di una manifestazione ingannevole che debba essere interrotta, affinché possa essere prolungato il ricordo di sé?

“Per dare inizio allo studio di sé, è necessario dividere se stessi. Occorre imparare a separare il reale dall’immaginario.” – Peter Ouspensky