Antica Saggezza

Ouspensky sull’esoterismo

Per definizione “l’esoterismo” è “destinato o può essere compreso solo da un piccolo numero di persone con conoscenze o interessi specifici”. I primi passi di Ouspensky verso l’esoterismo furono determinati dal riconoscere che la “verità”, la “conoscenza oggettiva”, la “conoscenza di se stessi” e lo “sviluppo di se stessi” non erano per tutti. L’esoterismo implica che l’umanità nel suo insieme non sia destinata a evolversi e a migliorare. Proprio come avviene con i semi, la cui maggior parte non sviluppa mai appieno le sue potenzialità trasformandosi di nuovo in polvere, mentre solo una piccola parte riesce a germinare.

Ciò implica che, parallelamente e celata dietro al corso generale della storia dell’umanità, vi sia un’altra storia, conosciuta da pochi ma che svolge un ruolo di primaria importanza. Questa storia “esoterica” è strettamente collegata al presente e serve a preservare l’antica saggezza delle scuole e a renderla disponibile a chi potrebbe utilizzarla in questa epoca. Una citazione di Ouspensky:

“Se prendiamo la storia nel modo ordinario come una serie di eventi separati non troveremo prove di esoterismo. Una cosa seguirà l’altra, superficialmente e senza apparente collegamento. Ma se sappiamo che le cose sono collegate e cerchiamo in esse, le troveremo nascoste sotto la superficie” (da La Quarta Via, pag. 454).

Ouspensky alla ricerca dell’antica saggezza

Prima di incontrare Gurdjieff e la Quarta Via, Ouspensky si mise alla ricerca disperata di ciò che rimaneva della verità in molti paesi stranieri. Anche se non sapeva bene ciò che stava cercando, era guidato da una forte intuizione che gli indicava chiaramente ciò che non era e dalla consapevolezza del fatto che questa verità doveva essere ricevuta in contatto diretto con le persone. Guidato dal suo senso di esoterismo, Ouspensky sapeva che tale “verità” non poteva essere di dominio pubblico e, di conseguenza, non poteva essere trovata nelle cerchie comuni di pensiero come le organizzazioni accademiche o a contatto con psicologi o filosofi famosi.

Ouspensky sui cambiamenti storici

“Per esempio, parecchi grandi mutamenti storici sono avvenuti apparentemente dal nulla, senza antecedenti, senza origine. […] Allo stesso modo l’arte gotica apparentemente è venuta fuori dal nulla. Non aveva storia, è apparsa dal nulla” (da La Quarta Via, pag. 454).

Ouspensky credeva che fosse esistito un corso esoterico della storia parallelo a quello comunemente noto che avrebbe potuto spiegare la comparsa e la scomparsa delle civilizzazioni avanzate. Prese la scuola gotica come esempio, una corrente del cristianesimo emersa dal Medioevo. Riteneva che le cattedrali gotiche ospitassero deliberatamente l’antica saggezza, più che fornire luoghi di culto per i fedeli cristiani.

Tuttavia Ouspensky sapeva che non poteva accedere a questa saggezza, anche quando si trovava davanti a una cattedrale gotica. Leggere un libro era una cosa ma capirne il contenuto era tutta un’altra. Quindi un altro principio dell’esoterismo era l’esclusività: l’antica saggezza trasmessa attraverso i secoli con l’aiuto di singoli agenti non poteva che essere letta da altri individui con una preparazione e obiettivi simili.

Ouspensky sulla preistoria

“Anche nell’arte preistorica, cioè in tutto quanto appartiene a più di diecimila anni fa, non c’è nulla alla superficie che spieghi, per esempio, la Grande Sfinge. Questa è sia più grande come concetto e sia più elevata come livello, e per così  dire, più abile (anche se questa non è la parola giusta) di qualsiasi cosa che conosciamo. Chi l’ha fatta? Perché tali opere d’arte vengono trovate nel deserto?” (da La Quarta Via, pag. 395)

La storia in fondo si estende per un periodo di tempo molto limitato. Per definizione, inizia con la creazione dei primi documenti storici e termina con il presente. La storia quindi ha cinquemila anni e tutto ciò che è accaduto prima rientra nella categoria della preistoria.

Ouspensky notò che alcune opere di arte preistorica, come la Grande Sfinge, sembravano rappresentare un qualcosa di molto più vasto, di livello più elevato e dotato di una maggiore intelligenza rispetto all’arte creata in seguito. Questo mette in discussione l’intera teoria dell’evoluzione culturale, in base alla quale l’uomo sarebbe in costante evoluzione sin dagli albori della civiltà. L’esoterismo prospetta così un quadro generale diverso: l’umanità nel suo complesso è in regressione sin dalla nascita, aumentando in quantità e riducendosi in termini di qualità, la tradizione esoterica delle scuole invece si è rafforzata accumulando espressioni sempre più elevate.

Ouspensky sulla letteratura e il significato interiore

“Troviamo cose tali, come i grandi poemi indiani e il Nuovo Testamento, che sono di livello più elevato di qualsiasi altra cosa da noi conosciuta. Non esiste nulla di simile ad essi, niente di originario può spiegarli: tutte queste cose sono assolutamente uniche. Se vengono prese separatamente e presupponendo che non abbiamo alcun significato interiore, non possono essere spiegate. Ma se cerchiamo di usare il metodo psicologico scopriremo il collegamento” (da La Quarta Via, pag. 454-455).

L’esoterismo presuppone anche che vi sia un significato interiore, ossia che l’antica saggezza (ancient wisdom) abbia viaggiato attraverso i secoli in virtù del suo essere compresa a livelli diversi. Ad esempio, solo la letteratura antica, che poteva comunicare alle masse e al tempo stesso trasmettere un significato nascosto alla minoranza, poteva essere probabilmente preservata da una generazione a quella successiva.

La Bibbia rientra in questa categoria. Al livello più esterno e manifesto, serve per documentare storicamente le lotte di una nazione e la relazione del suo popolo con Dio. A un livello più profondo, utilizza gli eventi storici come metafore di saggezza umana, insegnando con il mito ciò che la logica non può trasmettere. E a un livello ancora più profondo, si tratta di una dettagliata illustrazione psicologica del microcosmo umano che in sé contiene il paradiso, la terra e l’inferno.

Ouspensky su come trovare la conoscenza nascosta

Ma le chiavi di questa conoscenza nascosta sono ben custodite. Per prima cosa la conoscenza è posta nel luogo più impensabile: proprio davanti agli occhi dell’uomo. La conoscenza è protetta dall’illusione dell’uomo di averla già ottenuta, rimanendo in tal modo irraggiungibile per mancanza di preparazione.

I viaggi di Ouspensky fecero emergere la necessità di entrare in contatto con persone già sveglie. Si rese conto che senza ciò la sua ricerca sarebbe rimasta una sterile analisi intellettuale. Al contrario, una volta in contatto con una scuola, l’intero spettro dell’antica saggezza si sarebbe manifestato davanti a lui e lo avrebbe potuto utilizzare per la sua crescita spirituale.

“Così ci sono accumulatori di conoscenza nella vita. In determinati periodi storici determinata conoscenza è stata raccolta e conservata là. Se trovate un accumulatore del genere, otterrete la conoscenza. Quali sono questi accumulatori? Sono le scuole, le vecchie scuole che non esistono più” (da La Quarta Via, pag. 460).