Raffaele è un nuovo collaboratore di ggurdjieff.it che pubblicherà mensilmente degli articoli.

Ricordo che fin da quand’ero molto piccolo mi facevo domande sull’esistenza. Ero molto affascinato dalla vita, ma all’epoca niente mi dava le risposte che cercavo, anzi, guardandomi attorno provavo un senso di estraneità e osservando il mondo degli adulti avevo la sensazione che fossero tutti pazzi. Doveva esserci qualcos’altro oltre alle convenzioni imposte dalla società e mi chiedevo come avrei potuto scoprirlo.
Crescendo quelle domande si attenuarono e passai attraverso più o meno tutte le esperienze di chi vive la sua adolescenza in una periferia di Milano. Tutto quindi si svolgeva nella “normalità”, a parte una tipica esperienza interiore che ciclicamente tornava e mi metteva in uno stato che potrei definire di profonda confusione, dove improvvisamente non sapevo più nulla e non avevo più certezze e dal quale sorgevano ancora quelle domande.
A circa 20 anni di età successe qualcosa dentro di me che non potrei descrivere e che trasformò quello sporadico stato di confusione, in una compagnia giornaliera. Mi sforzavo di continuare a fare le cose di sempre cercando di ignorare quei richiami, ma la situazione era diventata molto scomoda, cosi iniziai a cercare, anche se non avevo la minima idea di cosa.
Nel corso della mia ricerca non sono mai entrato in un gruppo per un lungo periodo, perchè niente di ciò che avevo incontrato mi dava soddisfazione. Scienza e filosofia catturavano spesso il mio interesse, ma mi sembrava tutto troppo dispersivo e non focalizzato sul vero nocciolo del problema.
Ad un certo punto della mia vita iniziai a praticare anche arti marziali e sport estremi come arrampicata e alpinismo, che a quel tempo fornivano una valvola di sfogo alle mie frustrazioni interiori e al tempo stesso appagavano il mio desiderio di vivere avventure fuori dall’ordinario. Durante la pratica di quelle attività, nei momenti più intensi si creava in me uno stato, che più avanti iniziai a chiamare “Presenza” o “Ricordo di Se”, dove non pensavo più ne al passato e ne al futuro, ma ero li, nel momento presente.
Poi accadde che all’età di circa 32 anni, dopo aver avuto un shock fisico che mi fece fermare tutte le mie attività sportive, mi capitò di leggere il libro di P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”. Quel libro, che racchiude parte del sistema di evoluzione interiore introdotto in occidente da G.I. Gurdjieff, mi aveva letteralmente folgorato e fornito in un colpo solo molte delle risposte che cercavo da tempo.
In seguito una serie di eventi mi condusse a trovare le persone che mi aiutarono ad aumentare la mia valutazione e comprensione del lavoro di Ouspensky e Gurdjieff e a mettere in pratica le idee fondamentali del loro insegnamento. Capì anche che uno dei motivi principali che mi aveva spinto a praticare sport con un certo grado di rischio, era proprio la ricerca dello Stato di Presenza. Per fortuna c’è un modo molto più semplice e meno rischioso per raggiungerlo. Credo che la Presenza, pura e semplice, sia la chiave per la liberazione che ogni essere umano cerca nell’intimo del suo Essere.