Lezioni di settembre 2021 – Il punto di vista di uno studente

Alcune idee della Quarta Via le trovo difficili da capire, non concettualmente ma come possono essere applicate alla mia vita quotidiana. Una di queste idee è la “terza forza”, di cui parlano a fondo sia Gurdjieff che Ouspensky. Ma le parole nei libri sono una cosa. Trovarle nella vita è un’altra. È qui che entra in gioco lo sforzo personale.

Ciò che la nostra scuola insegna è che in ogni attività, manifestazione e impressione, sono coinvolte infatti proprio tre forze, anziché solo due. Prendiamo le cose come attive o passive, positive o negative, su una delle due estremità di un pendolo. Felicità e tristezza, gioia e sofferenza, giusto e sbagliato, bianco e nero. Tutti i concetti sono bilanciati dal loro contrario. Ma secondo la Quarta Via c’è una terza forza che permette di creare qualcosa dalle prime due.

Ma cosa significa questo in pratica, nella vita di tutti i giorni?

Alcune settimane fa, quando ci è stato dato l’esercizio di concentrarci sulla terza forza, siamo stati incoraggiati ad approcciarla intellettualmente, a scegliere un’attività e capire quale sarebbe stata la terza forza in essa. Non ho avuto problemi a capire intellettualmente quale fosse la terza forza in una particolare attività, ma non ha fatto nulla per cambiare la mia esperienza di quell’attività, nulla per rendere il lavoro più accessibile. Ho dovuto affrontarlo da una prospettiva completamente diversa, quindi ho provato a sentirlo. Qual è la sensazione, il sapore della terza forza? Spostare la mia prospettiva in questo modo, ha cambiato tutto.

Negli ultimi giorni di quella settimana, la terza forza è diventata uno stato emotivo, un contenimento che ha permesso alle forze attive e passive di esprimersi. La terza forza era lo sfondo che dava origine al primo piano, l’ambiente che conteneva una scena. Quando stavo cercando di fare qualcosa (forza attiva) e stavo sperimentando resistenza (forza passiva) ai miei sforzi, era la comprensione emotiva del perché stavo facendo quello che stavo facendo che mi ha permesso di andare avanti.

Sperimentare la terza forza è creare l’ambiente in cui le forze attive e passive possono essere sostenute insieme, dove il loro attrito può trovare lo spazio e essere sfruttato per uno scopo più elevato. Durante quella settimana è stata l’esperienza emotiva che mi ha mostrato la terza forza, non l’analisi intellettuale. Ogni volta che potevo sentire l’attrito tra le due forze, potevo osservarlo dal mio centro emotivo, e attraverso l’auto-osservazione emotiva usare l’attrito che generavano per ricordarmi di me.

“Ricorda dove sei e perché sei qui.”
George Gurdjieff