Gurdjieff-Antonio-PrudenteVi siete mai trovati ad affrontare un periodo in cui le circostanze esterne vi sembravano senza senso, un periodo in cui  le persone con cui condividevate la vostra vita d’un tratto diventavano emozionalmente piu’ lontane?
Un periodo in cui facevate a voi stessi  domande tanto scontate quanto senza risposta del tipo ” chi sono”, ” da dove vengo”, ” che ci faccio in questo posto”?
Un periodo in cui vi sentivate fuori luogo, sconnessi, incompresi?
Bene,  se avete affrontato nella vostra vita un momento simile allora riuscirete  in parte a comprendere come io mi potevo sentire  interiormente quando ho deciso, con tutto il mio essere, di trovare delle risposte e di iniziare a dare un senso alle mie azioni.
Proprio questo desiderio di provare ad agire in maniera differente e sopratutto la comprensione che quello che fino ad allora avevo perseguito non appagava piu ‘ la mia voglia di sapere, mi ha permesso di incontrare la Quarta Via.  All’ inizio ho semplicemente iniziato una ricerca esteriore, viaggiando e cercando di cambiare le mie abitudini apparenti. Successivamente ho compreso che quello che cercavo non aveva nulla a che fare con un posto esterno e quindi, grazie alle informazioni contenute nelle letture di Gurdjieff e Ouspensky, ho iniziato a rendermi conto che avevo dei limiti e che da solo non potevo andare tanto lontano. Successivamente ho iniziato a sperimentare alcuni degli esercizi che venivano suggeriti nei libri che stavo leggendo ma mancava sempre qualcosa; ero vicino ma mancava sempre qualcosa.
Decisi a quel punto di fare un altro viaggio accompagnato dal Libro di Gurdjieff ” Racconti di Belzebu’ a suo nipote “; il viaggio duro’ un paio di settimane ma all’ interno del libro che portavo con me trovai il segnalibro con i numeri di telefono di un gruppo di persone che lavorava secondo i metodi della Quarta Via. Era per me tutto magico, sentivo che mi stavo finalmente avvicinando a quello per cui mi ero inconsapevolmente preparato già da tempo. Percepivo finalmente che non era tutto piatto, che c’ era qualcosa oltre l’ apparente realtà quotidiana e quel qualcosa si stava manifestando a me….era il Miracoloso, la cosiddetta Influenza Celeste e percepivo che solo altre persone che facessero un Lavoro su se’ stessi di questo tipo potessero essere dei tramiti. Sono tornato in Italia, ho chiamato al numero sul segna libro e, dopo alcune vicissitudini, le ho incontrate. Adesso sono passati dodici anni da quel giorno e la ricerca del Miracoloso si e’ trasformata in un approfondimento del Miracoloso, in una penetrazione del Momento Presente attraverso gli strumenti che mi sono stati messi a disposizione. Una frase su tutte mi sento di condividere con Voi ed e’ di un mio Caro Amico : ” Noi siamo persone che non hanno veramente mai vinto nulla ad eccezione dell’ assistenza di una grande Influenza Superiore “.