Fabrizio Agozzino è un nuovo collaboratore di ggurdjieff.it che pubblicherà mensilmente degli articoli

Gurdjieff Fabrizio AgozzinoSapevo senza ombra di dubbio che c’era qualcosa che sfuggiva alla mia ragione e alla ragione di tutte le persone che conoscevo.
Nonostante avessi chiesto virtualmente alla maggior parte de miei conoscenti e delle persone ritenute comunemente intelligenti, non avevo ricavato granché se non un senso di frustrazione ed impazienza ma anche di crescente eccitamento, come se la parte più profonda di me, inaccessibile coscientemente, sapesse qualcosa che l’Io consueto ignorava.
E così passai giorni e mesi tra il terrore di vivere senza la Risposta che stavo cercando e l’eccitamento e la certezza che qualcosa di trascendentale era proprio ad un passo dal rivelarsi.
Un giorno ero ospite a casa di un mio caro amico. Ero concentrato ad annaffiare alcune giovani piantine quando il mio amico da dietro le spalle mi porse un libro. Era su Franco Battiato e mi disse che forse lo avrei apprezzato più io di lui. Accettai distrattamente il regalo e lo misi in uno zaino.
Lì il libro rimase per alcune settimane fino a quando finalmente ebbi un momento per cominciare a leggerlo.
Apprezzavo la musica di Franco Battiato da tanti anni ma nonostante questo, non ero molto interessato al libro che altro non era che una serie di domande poste al cantante su più temi da uno scrittore/giornalista.
Passavo da una pagina all’altra senza un preciso ordine. Ad un certo punto fui incuriosito da una pagina ed in particolar modo da una domanda in cui allo scrittore siciliano veniva chiesto se c’era (stato) un libro che avesse influenzato la sua vita.
Battiato disse che c’erano due libri: il primo nome per qualche motivo lo scartai immediatamente mentre il secondo nome si impossessò di me, senza nessun motivo razionale.
Come potevo decidere o avere una preferenza in qualcosa che fino a pochi minuti prima non avevo mai sentito nominare? Mistero.
Decisi che avrei comprato il libro in questione che era “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di Peter Ouspensky.
Riuscii a trovare il libro in una libreria esoterica a due passi dal Pantheon a Roma.
L’uomo della libreria mi porse il libro e mi guardò negli occhi. “Stai comprando un bel libro”, mi disse. Non sapevo cosa dire e semplicemente annotai l’accaduto.
Dopo una settimana avevo letto circa un terzo del libro.
Sentivo che per qualche motivo era il Libro che stavo aspettando, era il libro che mi avrebbe dato la risposta o le risposte alla quale nessuno aveva saputo rispondere.
Arrivato a pagina 132 del libro, trovai in effetti una frase di Gurdjieff che si rivelerà la chiave di accesso alla realtà oggettiva: “Non uno tra voi ha notato la cosa più importante, benché io ve l’avessi messa in evidenza” egli disse. “Ossia, nessuno di voi ha notato che voi non vi ricordate di voi. In voi, “qualcosa osserva”, come “qualcosa parla”, o “pensa” o “ride”; voi non sentite: io osservo, io constato, io vedo. Tutto si constata da solo, si vede da solo. Per arrivare ad osservarsi veramente occorre innanzitutto ricordarsi di se stessi”.