Cari Lettori,
Raramente consideriamo la possibilità di osservare noi stessi in quanto siamo soliti pensare che l’osservazione possa essere proiettata esclusivamente verso il mondo esterno. Inoltre, anche quando osserviamo cio’ che ci circonda, siamo completamente assorbiti dall’ oggetto che guardiamo, animato o inanimato che sia non fa differenza. Da un punto di vista pratico, per comprendere meglio la realtà circostante e’ prima necessario comprendere chi siamo e, prima di comprendere chi siamo, e’ fondamentale osservare il nostro microcosmo interiore, composto da pensieri, emozioni e reazioni istintive.
Ovviamente tutto ciò va verificato da ognuno di noi nei piccoli dettagli che compongono la nostra esistenza, come ad esempio in questo momento….proviamo a chiederci se, mentre leggiamo, siamo consapevoli dei nostri piedi che toccano terra, dei pensieri che queste parole stanno suscitando, dell’ eventuale giudizio positivo o negativo e dei suoni che in questo momento ci circondano.
Cosa ci può inizialmente stimolare l’ auto- osservazione? Uno stimolo puo’ sicuramente essere proprio la comprensione che non lo facciamo e le conseguenze accidentali che derivano dal fatto che la nostra vita va ” a ruota libera “, senza che nessuno osservi ciò che accade e ne sia quindi responsabile. Infatti la verifica del sonno e delle sue conseguenze e’ un ottimo inizio per cercare di fare luce al nostro interno. Il sistema illusorio nel quale viviamo non fa altro che invitarci ad essere scollegati dal nostro Vero Se’ e perseguire obiettivi frutto dell’ immaginazione ma che non hanno alcuna attinenza con ciò che serve allo Sviluppo Interiore; per far riecheggiare queste “belle parole” nel nostro essere, dobbiamo quindi osservarci, metterci in discussione e sopratutto non avere aspettative sui risultati. Il solo fatto che ci auto-osserviamo e’ gia’ una conquista incredibile!
Vi siete mai chiesti perché a Scuola, in Tv, sui Giornali o in Chiesa non ci insegnano una cosa importante come l’ Auto Osservazione? Perché la Matrix in cui viviamo ci scollega quotidianamente da noi stessi con stimoli inerenti al sesso, al danaro, al potere, alla vanità? Personalmente mi sono fatto questa domanda più volte, la risposta attualmente non mi interessa….ciò che veramente mi interessa e’ partire ora, al mio piccolo ed umile livello, cercando di osservare me stesso il più possibile e condividere le verifiche con chi, come me, vuole cercare di comprendere il senso di questo viaggio sul pianeta terra!
Vi lascio con questa “storiella” di Gurdjieff che spiega in maniera esemplare la condizione in cui ci troviamo.
“C’era una volta un Mago/Pastore che possedeva un gregge di pecorelle. A lui piaceva la carne d’agnello e ogni tanto ne macellava una. Per impedire le fughe, decise di ipnotizzare il gregge e immergendole nel sonno ipnotico inculcò tre convinzioni: 1- che quelle pecore erano immortali, sicché non dovevano temere la macellazione, che è anzi un modo di andare di filato nell’eternità; 2- che egli era un buon pastore , che sopra ogni cosa amava le sue pecorelle; 3- che inoltre esse non erano pecore, ma leoni, aquile, uomini, maghi, MAESTRI, discepoli nella via del Risveglio. Da allora in avanti il gregge aspettò tranquillo la macellazione da parte del Pastore.”