Non saprei dire se è sempre stato così ma certamente gli io di giudizio sia formulati che rimuginati a mo’ di borbottio sono le emozioni negative dalle quali devo separarmi più frequentemente durante la giornata. È meraviglioso che ci siano la musica, il cielo, i fiori e l’erba di campo ed alberi e cespugli, il sorriso del passante ed il “buongiorno” della panettiera. È un sollievo alzare gli occhi verso il sole che sorge e quello che tramonta sopra le colline colorando di arancio le nuvole e l’orizzonte. È meraviglioso che mentre sta ancora piovendo un raggio di sole sbuchi fuori per lanciare uno sgargiante arcobaleno attraverso il cielo.
Sono momenti che ci aiutano ad uscire, a guardare fuori di noi stessi. Non è un aiuto da poco! Anziché stare arrotolati su se stessi come un serpente o un budello – il Centro Istintivo- si possono dispiegare le ali della Presenza la cui più intima natura e’ la condivisione e la partecipazione: in una parola ” Essere” ed “Esserci”.
Quando un ‘Io’ di giudizio appare ho imparato a “Lasciare andare” ma questo non li ha eliminati. Continuano ad affacciarsi e ad abbaiare come quei cani messi a guardia di un recinto. Cosa questa che rientra nel loro scopo ed in quello di chi li ha mandati: Recintare la Presenza ed impedirle di guardare e vedere e quindi agire sul mondo.
” Guardare”, “Vedere” ed “Esserci” direttamente e non più attraverso il filtro dei centri inferiori manipolati dal Centro Istintivo per creare un velo sulle cose e far passare il suo punto di ‘ vista’: ossia il buio, le tenebre del sonno. Così l’ uomo al volante della sua auto perduto nelle sue identificazioni metterà la freccia a destra e volterà invece a sinistra. Allora il “nostro” Centro Istintivo manipolando il nostro Centro Emozionale con la scusa del pericolo a cui la macchina e’ esposta scatenerà la sua ira col solo scopo di impedire alla Presenza di utilizzare lo shock per manifestarsi.
Questa e’ la dinamica che porta alla nascita e all’espressione delle emozioni negative; non dare espressione ad esse crea una separazione che può essere riempita con la Presenza e questa può operare la trasformazione dell’emozione negativa in maggior comprensione e compassione per la situazione nella quale noi esseri umani ci troviamo. In questo modo la Presenza oltre a fornire un punto di vista più oggettivo ed emozionale liberando così il centro emozionale ed gli altri centri dal giogo del Centro Istintivo ( ….ma liberaci dal male.) prolunga se stessa nel tempo.
Ma c’è ancora un aspetto negli ‘io’ di giudizio che ho osservato e vorrei condividere. Ho notato che accanto allo scopo di impedire alla Presenza di apparire c’e’ anche un’ altro scopo nell’esprimere un ‘io’ di giudizio ad alta voce o con espressioni facciali: e’ il voler indicare agli altri che la persona oggetto del giudizio non è all’altezza degli standards della specie: lo scopo e’ quello di rafforzare la posizione della nostra macchina all’interno del gruppo ed indebolire quella dell’altra. È di nuovo la legge della giungla che torna a regnare sugli ‘io’ : pura vanità d’animale.Nulla a che fare con ciò per cui l’uomo e’ stato creato e con ciò che per lui è stato preparato ” Prima che il modo fosse”.
E’ di nuovo il caos che esisteva prima che il Se iniziasse ad presente a Se stesso e desse inizio con la creazione del cielo e della terra ad un nuovo ordine interiore.
Assieme agli ‘io’ di giudizio in questo quadro trovano posto tutte le altre emozioni negative, il ridere degli altri, il gossip, la calunnia, il sospetto ecc.ecc…Tutto l’armamentario del sonno contro il risveglio dell’essenza umana.”
Occorre sceglier di nuotare nelle acque sopra il firmamento ( Gli Io legati al Lavoro per il risveglio ) anziché affogare in quelle oscure ed agitate dell’immaginazione che Dio – il Dio interiore – ha posto sotto il firmamento del cielo e radunate poi in un sol luogo affinché le terre fatte emergere così da quelle acque possano accogliere i semi della Vita (La Presenza) : piante ed arbusti di ogni tipo assieme ad ogni tipo di animali ; pesci, volatili, mammiferi ed altri animali terrestri ed infine l’uomo a Sua immagine e somiglianza.