Il processo del risveglio e’ spiraliforme, molto simile al moto retrogrado dei pianeti osservabile dalla Terra. Iniziamo il Lavoro per separazione, continuiamo per separazione e finiamo per separazione, seppur sia impossibile concepire una fine separata da un nuovo inizio. Terminato un ciclo, grazie alla separazione possiamo ricominciare ogni volta da un livello piu’ alto.
Quando guardo il paesaggio di fronte a me, cio’ e’ possibile semplicemente perche’ “Io” sono separato da esso. Anche quando ascolto la musica e’ cosi’, o quando afferro la maniglia della porta. Possiamo essere consapevoli di cio’ che ci sta di fronte solo quando l’Io rimane separato. Al contrario, ogni volta che l’Io s’identifica in cio’ che gli sta di fronte smette di esserne consapevole e entra in uno stato simile al sonno dove l’io immaginario inizia a prendere forma.
Finche’ il Se’ rimane sveglio attraverso la pratica dell’attenzione divisa o altri shock l’io immaginario non puo’ esistere, cosi’ come non lo puo’ un sogno appena ci risvegliamo al mattino o la nebbia col calore del Sole.
Quello che nei primi anni trenta segno’ la storia dell’uomo come la conquista scientifica della scissione dell’atomo rispecchia esattamente cio’ di cui stiamo trattando. Le nostre vite sono costrette dalle stesse leggi che costringono le parti di un atomo a stare al loro posto: se riuscissimo a spezzare alcuni dei legami dovuti a queste leggi potremmo generare quell’energia necessaria alla nostra trasformazione per liberarci da esse.
Chi ci ha provato ha visto quanto sia difficile e quanto sia un lavoro che non puo’ essere certo fatto nei ritagli di tempo. Se il nostro scopo e’ l’esistenza permanente dell’Io indipendente, allora dobbiamo iniziare col fondere buona parte della nostra psicologia e separare i componenti reali da quelli immaginari. Infatti anche se non tutto e’ da buttare via non c’e’ ancora abbastanza consapevolezza per sapere cosa lasciare e cosa gettare o volonta’ per farlo.
Le emozioni negative, il pensiero associativo, l’identificazione e la considerazione sono alcune tra le cose principali dalle quali occorre separarsi per comprendere definitivamente la realta’ su noi stessi e quello che ci circonda. Ci aspetta un mondo assai diverso da quello che ci e’ apparso fino ad oggi. Pure le funzioni inferiori possono goderne e iniziare a funzionare alla velocita’, profondita’ e ampiezza per le quali sono state create.
L’osservazione e’ l’affacciarsi della coscienza, la separazione e’ il suo affermarsi. Se applichiamo questo modello alle aree della nostra vita possiamo fare pulizia di tutto cio’ che non ci serve e fare spazio ad un’influenza diversa, superiore.
A volte al mattino mi alzo e la mia psicologia e’ gia’ caricata negativamente. Forse i centri inferiori non si sono svuotati bene durante il sonno e sono ancora ingolfati di impressioni non digerite; forse dovrei cercare modi per riposare meglio, forse e’ colpa di un pianeta che sta passando troppo vicino, o forse e’ solo un pensiero. Una cosa e’ certa pero’, posso pur sempre separarmi da questi o altri aspetti di questo corpo, esso appartiene alla Terra, mentre Io sono colui che osserva attraverso una visione che puo’ riconquistare il punto di vista che le spetta, ovvero quello del Sole.
Dare la colpa a qualcuno o qualcosa non servira’, cosi’ come accettare meccanicamente senza lo sforzo dell’osservazione. Separazione e’ fare, accettazione meccanica e’ dormire. Occorre una grande comprensione per operare una piccola scelta, poiche’ in realta’ si puo’ iniziare solo dalle cose semplici.
La separazione e’ l’opportunita’ che ci viene data dall’Assoluto per poter rubare al raggio meccanico di creazione una certa quantita’ di consapevolezza necessaria alla costruzione di una Volonta’ indipendente e libera di muoversi a ritroso lungo il raggio cosciente.

“Un uomo può sforzarsi di “essere” semplicemente per amore degli interessi della propria vita. Anche solo in questo modo, egli può divenire immortale. Noi non parliamo in modo particolare di una vita futura e non cerchiamo di sapere se essa esista oppure no, poiché le leggi sono le stesse ovunque. Studiando la sua stessa vita e quella degli altri, dalla nascita alla morte, un uomo studia tutte le leggi che governano la vita, la morte e l’immortalità. Se diventa padrone della sua vita, può diventare padrone della sua morte.” – G. I. Gurdjieff