Cari Lettori,
In questo post cercheremo di approfondire il principio di separazione da un punto di vista esoterico. Come principio di sviluppo interiore, la separazione potrei spiegarla come la distinzione tra una sostanza più pesante ed una sostanza più leggera. Quotidianamente le circostanze nelle quali possiamo attuare una separazione intesa in termini esoterici sono molteplici. Ovviamente per poterci separare da qualcosa è prima necessario osservare l’oggetto della separazione ed essere allo stesso tempo consapevoli del soggetto, ossia noi stessi.
Se non siamo consapevoli di noi stessi cosa dovremmo separare, o meglio da cosa dovremmo separarci ?
Ad esempio, quando riesco ad essere maggiormente consapevole dei miei pensieri e degli stimoli meccanici che cercano di condizionare le mie azioni, mi trovo a dovermi separare da scariche di avidità che vorrebbero fare di tutto per controllare e mantenere in sospeso tutta una serie di situazioni che compongono la mia esistenza, sfruttandole a proprio vantaggio. Diventa quindi di vitale importanza separarsi dall’avidita’ che vorrebbe avere per se più cose possibili. In questo caso specifico, la separazione consiste nel distaccarsi dall’energia pesante che stimola l’avidita’ e fare tutto ciò che è necessario per andare avanti più leggero. La separazione ci alleggerisce.
Approfondendo il processo di separazione del mio essere da ciò che non è, come appunto potrebbe essere sia l’ avidità ma tante altre forme di sonno che compongono il nostro vivere assopito, cosa avviene? Accade un piccolo ed invisibile miracolo, ossia iniziamo a toglierci di dosso il superfluo, l’inutile, quella zavorra che inconsapevolmente ci portiamo appresso e’ che ci impedisce di essere.
Queste ovviamente sono tutte belle parole….nei fatti e’ un’ altra storia perché la separazione della nostra materia più sottile da quella più pesante richiede sforzi molto intensi e sopratutto una frequenza costante. In particolare per attuare la separazione e’ fondamentale considerare un terzo elemento, ossia uno stimolo che da un piano più alto ci aiuta a distaccare il pesante dal leggero, l’ essere dal non essere. Gurdjieff chiamava questo stimolo ” terza forza”.
La mia terza forza per separarmi dall’ avidità spesso è ricordare a me stesso la mia piccolezza rispetto al creato che mi circonda, ricordare a me stesso che se trattengo le energie esclusivamente per me, senza metterle in circolazione, prima o poi mi rosciugheranno ed otterrò quindi l’ effetto contrario.
La separazione e’ liberazione dalle catene del sonno che, ognuno di noi, sperimenta per se stesso.