La riflessione e’ un processo che implica la presenza di due elementi: una sorgente originaria che emette un impulso, un raggio di luce, una nuova connessione tra elementi diversi di un mosaico esteriore o interiore  ed una ‘superficie’ che accoglie e replica l’originale. Che si tratti di uno specchio, di uno stagno o della nostra mente poco cambia: la cosa riflessa sarà tanto più ad immagine e somiglianza dell’originale quanto più lo specchio sarà pulito e l’acqua dello stagno libera dalle  increspature che anche la più leggera brezza crea inevitabilmente. Così avviene anche nella nostra mente dove pensieri inutili e negativi vagano come nuvole sulla sua superficie rendendo confusa e distorta , diciamo, l’immagine riflessa o le percezioni che un nuovo e più alto stato di coscienza e di consapevolezza possono generare nei centri inferiori.
Allora è importante che lo specchio e la mente, sopratutto il centro emozionale e la sua parte intellettuale siano più puliti possibile e che il lago del cuore sia messo al riparo anche dalle brezze più leggere dell’immaginazione. Essi non possono farlo da soli: e’ perciò necessario che la sorgente dell’impulso originario si occupi anche di far si che il raggio di luce emesso-Il Ricordo di Se-trovi una superficie limpida che possa riflettere quanta più luce possibile e diffonderla così in ogni angolo della macchina affinché le tenebre interiori siano totalmente vinte e possa iniziare la nuova fase : quella che nei Vangeli e’ chiamata’trasfigurazione’ ossia il diventare totalmente attraversati dalla luce del Ricordo di Se in ogni azione quotidiana; significa avere una ‘mente traslucida’  che possa riflettere senza ombre quello che proviene da una ‘Mente Superiore’ : Il Sistema che abbiamo ricevuto tramite P.D. Ouspensky e G. Gurdjieff. Ed anche i ‘pensieri’ provenienti dai ‘propri’ Centri Superiori. La pulizia dello specchio avviene attraverso le fasi che nel Sistema portano prima alla formazione del Centro Magnetico e poi quella del Maggiordomo e del Maggiordomo Interinale per presiedere al giorno (Terzo Stato) e alla notte (Secondo Stato) interiori.
Il Maggiordomo non è altro che l’immagine perfetta del Se che si riflette nello specchio del cuore. Immagine Somigliante ma non uguale: come quella dell’uomo della Creazione. Rispondendo all’apostolo Filippo che lo interrogava sul ‘volto’ del  Padre,  Gesù disse:” …chi vede me (il Magggiordomo) vede il Padre (Centri Superiori)”. Le  sue azioni ed i suoi pensieri sono gli stessi del suo Creatore ma non sono i suoi : sono solo il riflesso di quelli divini. Questi nascono dalla coscienza/consapevolezza quelli dell’uomo/maggiordomo essendo il riflesso,via via sempre più nitido, di quelli, possono solo evocarla quando il velo dell’immaginazione la nasconde e sostenerla quando riappare. Qui trovano posto la preghiera del monaco, i digiuni del fachiro ed i pensieri del filosofo. Ma anche un dipinto o un brano musicale  sono a loro modo una preghiera ed un altro modo di pensare e riflettere. Anche attraverso di essi può essere rievocato uno stato superiore di coscienza. La macchina al servizio della Presenza trascende se stessa e vive come Adamo ed Eva in un Paradiso Terrestre.
Gesù disse: ” Solo colui che è disceso dal cielo può risalire al cielo”: solo i pensieri e le azioni che provengono dal Terzo Occhio possono ricondurre al Terzo Occhio. Per questo disse anche ” Io sono la Via, la Verità e la Vita” a significare che nel lavoro su di se il fine ed il mezzo coincidono. Infatti non c’è vita senza Ricordo di Se, senza la Divina Presenza dei propri  Centri Superiori che operano nel mondo attraverso il lavoro ‘ visibile’ del maggiordomo. Un antico detto suggeriva ” Cammina finché è giorno” e Gesù  lo ricordo’  ai discepoli nelle sue parabole.
Attraverso gli anni diversi pensieri o punti di vista mi hanno aiutato a ritrovare la strada verso me stesso. Oggi il pensiero  che la Presenza e’ più importante di ogni altra cosa e’ quello che mi guida attraverso il giorno. Il resto viene dopo. C’è  comunque in corso internamente  qualcosa che assomiglia più ad una ricerca sulla relazione tra la Presenza, le sue caratteristiche, e le parti più alte della macchina umana.
Mi sembra di poter dire che mano a mano che la Presenza diventa più definita e più attiva nella nostra vita vengono meno gli altri se pur nobili interessi legati  al funzionamento ordinario dei centri inferiori. Inoltre alcune parti di essi hanno verificato che la Presenza/Ricordo di Se crea la possibilità di pensieri più semplici ed efficaci nelle diverse circostanze e una vita emozionale più normale e felice di quella artificiosa ed artificiale delle identificazioni, delle emozioni negative e dell’immaginazione sostenute dal C.Istintivo
Sembra davvero un’inversione di rotta: la Presenza rafforza lo scopo dei Centri Superiori di essere presenti e ciò crea una gerarchia interna più armoniosa ed utile. Si ha sempre meno desiderio di apparire, di interpretare, analizzare e sprecare il proprio tempo per eventi e cose transitorie; anche se non e’ così lineare. Cresce il desiderio di Esserci semplicemente senza alcun altro scopo che quello di Esserci. In fondo e’ questo che da un senso a tutto il resto. E il sorridere prenderà il posto del ridere. Il vedere prenderà  il posto del guardare senza scopo ogni cosa che passa e il silenzio e la musica prenderanno il posto del rumoroso srotolarsi degli ‘io’ immaginari ed inutili.