La domanda: può la mente trascendere se stessa? E’ una domanda che molti si sono posti; non solo oggi ma anche nel passato. E’ una domanda importante che deve trovare un risposta, una risposta pratica.
E’ una domanda che ha un senso solamente nel momento in cui si è Realizzato a pieno un processo fondamentale: l’immaginazione.
L’immaginazione è lo stato interiore in cui tutti noi viviamo. E’ una specie di ipnosi collettiva, la malattia invisibile della mente che colpisce tutti indistintamente.
L’immaginazione non ha solamente a che fare con la mente, ma anche con altri centri. La nostra società basata principalmente su parole e concetti ha generato e forgiato un tipo specifico di immaginazione che si potrebbe definire “discorsiva”.
Ognuno di noi parla costantemente con se stesso e a se stesso. A volte scene del passato vengono rivissute. Una parte di noi monologa con una proiezione fantasmagorica del passato. Immaginiamo di essere ancora lì. Queste memorie divengono velocemente delle sub-memorie perdendo il loro carattere oggettivo. Alcuni elementi vengono esasperati, altri rimossi; vogliamo credere di aver detto alcune cose piuttosto che altre. Se ci siamo sbagliati o ci siamo comportati in modo bizzarro, respingiamo ciò che è accaduto giustificando disperatamente le nostre azioni rafforzando il nostro ideale ritratto immaginario.
A questo proposito ricordo un’esperienza vissuta tanti anni fa, quando ero bambino. Ne avevo combinata una grossa e sapevo che mi avrebbero sgridato; per paura del castigo o di qualche punizione severa cominciai a “ri-scrivere” l’episodio a modo mio. Immaginavo me stesso parlare con mia madre e mio padre e spiegare con esattezza ciò che era accaduto. Ripetei a me stesso talmente tante volte la nuova versione che quella divenne in effetti ciò che accadde. Mi salvai da punizione certa ma Il pagamento fu enorme. Ad oggi non so più con esattezza cosa accadde davvero quel giorno. Per rimpossessarmi della verità oggettiva dovrei sprofondare con tutto il mio essere nel vero ricordo e rimuovere le menzogne aggiunte.
Ma non è così che fan tutti? Non cerchiamo costantemente di aggiustare la realtà in modo che calzi alle nostre esigenze?
La domanda che ci siamo posti all’inizio allora ha grande valenza se prima di tutto realizziamo che ci sono dei passi preliminari che devono essere compiuti.
Il primo fra tutti, è smettere di mentire a se stessi e agli altri, sia interiormente che esteriormente. L’unica eccezione al mentire che accade, è il mentire intenzionale. E’ una tecnica che può essere utilizzata solamente nel caso in cui non se ne ricava un vantaggio personale ma è a beneficio di una terza persona. E’ una tecnica da utilizzare con parsimonia e per scopi specifici, e non come stile di vita.
L’altro tipo di lavoro da fare, a mio avviso, è quello di osservare il lavoro sbagliato del centro intellettuale (cervello) che lavora per lo più in modo automatico. A questo fine bisogna darsi degli scopi specifici volti a sviluppare il pensiero e non lasciare che la mente vaghi costantemente tra un pensiero associativo ed un altro.

“Per dire la verita’ uno deve prima sapere cos’e’ la verita’ e cos’e’ mentire prima di tutto in se’ stessi.” – George Gurdjieff