Gurdjieff sosteneva che per poter “vedere” chiaramente una qualunque cosa si dovesse essere coscienti simultaneamente di molte delle sue caratteristiche mentre la si osservava. Di queste caratteristiche ne stilo’ una lista di 10 tra cui troviamo la forma, il colore, l’utilizzo, l’origine ed il nome. Sosteneva inoltre che l’attivita’ intellettuale dell’uomo ordinario fosse caratterizzata da “pensieri corti” e che parte del lavoro per lo sviluppo di Se’ consistesse nell’allenare la mente ai “pensieri lunghi”.
Il fenomeno della riflessione in natura ci aiuta a capire meglio l’intenzione dietro queste e numerose altre affermazioni di Gurdjieff poiche’ ci offre un modo per studiare alcuni aspetti dei Centri Superiori nell’uomo attraverso l’osservazione del loro riflesso su quelli inferiori.
L’idea generale e’ che i quattro centri inferiori dell’uomo possono funzionare con o senza attenzione. Le parti che funzionano senza attenzione sono chiamate istintivomotorie, quelle attraverso le quali l’attenzione viene consumata dall’oggetto osservato sono quelle emozionali mentre quelle in cui l’attenzione e’ controllata sono le parti intellettuali.
Utilizzando il modello della riflessione per lo studio dell’uomo deduciamo quindi che sono le parti intellettuali dei centri ad essere designate come superficie riflettente mentre i Centri Superiori rappresentano la sorgente della luce. Piu’ precisamente e’ grazie ad una particolare funzione sinergica dei centri emozionale e intellettuale che la macchina umana puo’ funzionare in questo senso; inoltre le parti istintivomotorie prese cosi’ come sono riflettono le frequenze piu’ basse della Luna (come l’intero mondo della Natura del resto) e sono confinate entro i confini della Terra.
E’ interessante notare che la capacita’ che i centri inferiori hanno di concentrarsi meccanicamente su qualcosa sia solo il riflesso della stessa capacita’ che i Centri Superiori hanno ad un livello piu’ elevato. E’ un po’ come quando guardiamo la Luna e sappiamo che la luce che emette deriva in realta’ dal Sole che in quel momento si trova dietro di noi dall’altro lato della Terra. Essere consapevoli di questo fatto mentre la si osserva brillare e’ un esercizio molto utile per alcuni (centri inferiori) e una realta’ multimensionale in atto per altri (Centri Superiori).
Ma c’e’ di piu’. La luce del Sole riesce ad arrivare su zone del nostro pianeta altrimenti inaccessibili proprio grazie a quel riflesso sulla Luna. Il riflesso infatti e’ un meccanismo creato dall’Assoluto per far si’ che la sua volonta’ possa arrivare ovunque, anche nei luoghi piu’ bui.
Nell’uomo questi luoghi bui corrispondono all’ignoranza che egli ha nei confronti di se stesso e di cio’ che lo circonda e che si manifesta con ogni forma di immaginazione e negativita’. La luce del Sole invece corrisponde alla volonta’ che i Centri Superiori hanno di brillare ovunque manifestata nel loro riflettersi sulle parti intellettuali dei centri sotto forma di migliore comprensione, chiarezza di idee e armonia dei movimenti.
Osservando bene vediamo che l’uomo ordinario vive quasi mai in queste sue parti piu’ alte. Se si escludono ad esempio situazioni come il giorno in cui ha imparato a leggere, a guidare la macchina, o quando in una particolare situazione della vita ha accettato e compreso silenziosamente il suo destino, il resto della vita la passa nelle parti istintivomotorie. Chi riconosce questo, anche senza averne una conoscenza precisa, potra’ cominciare il Lavoro poiche’ pur avendo qualsiasi cosa sentira’ sempre la mancanza di qualcosa di piu’ elevato, ovvero la presenza del Se’ riflessa nelle parti intellettuali dei centri.
Quando qualcuno che e’ nel Lavoro ci parla e ci mostra il ricordo di se’ per la prima volta lo avvertiamo come qualcosa di familiare, eppure senza che ci venga indicato e’ assai improbabile che ne scopriamo l’esistenza.
Ricapitolando quindi, esternamente la Luna funge da corpo equilibratore per i nostri corpi fisici generando riflessi visibili in ogni centro, ma internamente questo meccanismo manca e deve essere creato e assoggettato ai Centri Superiori attraverso il loro Lavoro. Cio’ e’ conosciuto nel Sistema come il “costruire la luna in se stessi” o la creazione di un “centro di gravita’ permanente”.
Praticamente questo processo consiste nel lavorare sull’autovolonta’, sulle emozioni negative e sull’immaginazione. Abbiamo troppe idee sbagliate su noi stessi. Siamo preda degli eventi, in noi non esiste unita’, chiamiamo “io” qualunque cosa ci passi per la mente e non avvertiamo le contraddizioni che continuamente accadono nel nostro essere. E nonostante questo continuiamo a pensare che possiamo evolvere da soli con la conoscenza che abbiamo. Creare la luna in se stessi significa iniziare il Lavoro verso l’unita’. Ogni impulso meccanico deve pian piano essere sostituito da un impulso consapevole. Questa e’ liberta’. Non per fede, bensi’ per comprensione. Per fede sarebbe solo immaginazione poiche’ si evolve solo nella misura in cui comprendiamo.
In questo modo i centri inferiori si orientano ordinatamente verso uno scopo comune, vengono purificati e resi pronti a ricevere e riflettere la luce sia dove ancora non c’e’ sia a rimandarla indietro verso i Centri Superiori stessi. In questo fenomeno duplice il Se’ illumina l’essere dell’uomo svelandone pian piano ogni mistero e riflette se stesso in se stesso, riconoscendosi. E’ come quando ci quardiamo allo specchio e vediamo, “felici e contenti”, che il nostro Se’ ha un volto.
A questo punto un ciclo della creazione e’ concluso, lo sviluppo armonico dell’uomo e’ cominciato, sia la coscienza che la consapevolezza sono presenti e la sorgente e il riflettente sono diventati la stessa cosa. Adesso l’Assoluto e’ pronto a fare un altro passo in avanti nella sua continua creazione.
Questo ovviamente e’ solo un modo di vedere la questione. Un altro ad esempio e’ quello dello studio delle impressioni. Il Sistema che ci e’ pervenuto attraverso Gurdjieff e’ la mente superiore che riflette questa conoscenza superiore.

“Voglio ripetermi. Lavorare sull’essere comporta sempre una battaglia contro quello che ti piace o non ti piace fare. Diciamo che ti piace pattinare e ti viene detto che devi ricordare te stesso. Dovrai allora combattere contro il tuo desiderio di pattinare. Cosa c’e’ di piu’ innocente del pattinaggio? Eppure devi combattere contro quel desiderio. Ogni giorno, ogni ora, ci sono cose che non possiamo fare, ma ci sono anche cose che possiamo fare.” G. I. Gurdjieff