Sono seduto su un pullman affollato che viaggia in direzione del centro città, fa caldo e sono abbastanza disturbato dal chiacchiericcio prodotto dalle persone. Mi chiedo come potrei utilizzare il tempo che mi rimane per arrivare a destinazione e, anche se non mi sento molto ispirato, decido di tirare fuori dalla mia borsa a tracolla una penna e un taccuino che solitamente porto con me. Ho pensato che semplicemente tenerli in mano, avrebbe potuto creare uno stimolo a focalizzare i pensieri sul tema che devo trattare.
Un intenzione è nata, ma mi accorgo che non è ancora abbastanza per produrre un risultato soddisfacente. Se rimango identificato col rumore prodotto dal parlare delle persone sull’autobus, non riuscirò a concentrare i miei pensieri, quindi devo prima riuscire a separarmi dallo stato di identificazione in cui mi trovo. Con uno sforzo mantengo l’intenzione di farlo e finalmente in me si crea una separazione dal rumore, che a questo punto non ha più effetto sul mio mondo interiore.
Un pensiero che spesso mi aiuta in questi casi, è quello di ricordarmi che non posso agire direttamente sul mondo esterno per cambiarlo, ma che invece posso farlo nel mio mondo interiore. In effetti ciò che mi disturbava davvero non era il chiacchiericcio delle persone, ma il giudizio che meccanicamente si produceva nella mia mente.
La mente potrebbe essere paragonata ad uno specchio, sporcato nel corso del tempo dai pregiudizi e le tendenze che si sono radicati in noi, riflettendo in questo modo una realtà distorta o comunque soggettiva. Un uomo addormentato crederà ciecamente alla realtà riflessa dalla sua mente, e spesso si ritroverà a lottare per affermarla come unica verità. E’ interessante notare che “mente” in italiano significa anche “dire il falso”. Tuttavia lungo il percorso del Risveglio della Coscienza, credo che conti di più riuscire ad andare al di la dello specchio, piuttosto che sforzarsi di renderlo pulito. In poche parole il significato è quello di trascendere la mente.
Le intenzioni nascono nella mente, per questo motivo è fondamentale educare i propri pensieri a indirizzarsi verso tutto ciò che può evocare il Ricordo di Se, ma l’apparizione vera e propria del Ricordo di Se, Coscienza, Presenza o come lo si voglia chiamare, è qualcosa di completamente diverso. L’unica cosa a cui mi sento di paragonarlo è la luce.
Senza luce l’universo non avrebbe nessuna forma o colore ai nostri occhi. Ciò che vediamo all’esterno è il riflesso della luce che colpisce le superfici e che in base alle caratteristiche di queste ultime, ci rimanda certi tipi di forme. Ad esempio quando siamo in una stanza completamente buia, non riusciamo a vedere nulla, al contrario se accendiamo una lampada gli oggetti nella stanza riflettono la luce, che in questo modo li rende visibili ai nostri occhi.
Tutte le superfici sono specchi che riflettono la luce, l’inganno avviene nel momento in cui ci identifichiamo con ciò che lo specchio ci rimanda. Allo stesso modo forse accade che la Coscienza è ingannata dall’illusione di essere ciò che la mente riflette, mentre in realtà la Coscienza non è la forma che appare alla luce, ma è la luce stessa. L’identificazione con la forma chiude la Coscienza in un mondo limitato dalla propria meccanicità. Il Ricordo di Se permette alla Coscienza di riconoscere Se Stessa come luce, liberandola dall’identificazione con le forme e portandola a un livello superiore, nel quale al posto della meccanicità troviamo la Volontà. Rendere permanente questo stato è la sfida delle sfide.

“Fai un programma ora, riflettendo, suggerendo a te stesso in che modo hai deciso di spendere la giornata… Fai un programma reale, non una fantasia. Devi creare l’abitudine. Puoi farlo soltanto poco a poco. Niente succede tutto in una volta.” – George Gurdjieff, Riunioni in Tempo di Guerra.