L’energia per il Ricordo di Sè è già completamente disponibile in un luogo in cui gli sforzi non sono più necessari; è la verdissima valle di Shambhala, governata dal Re del Mondo (il proprio Sè) e nascosta allo sguardo degli uomini da fitte nubi di vapore (il sonno).
Per accedervi è necessario percorrere impervi sentieri di montagna, brulli e ghiacciati e alla fine solo i puri di cuore e gli iniziati la troveranno.
E’ un viaggio pieno di ostacoli che prevede una disciplina ferrea e tanti momenti di disperazione.
E’ qui che gli sforzi sono davvero necessari.
A metà del cammino non sappiamo di quali risorse potremmo disporre e il dosaggio delle energie diventa una sfida così impegnativa da farci talvolta dimenticare il motivo di tanto accanimento.
Anche io, come tanti, ho regalato al vento i miei talenti e alla fine mi sono arsa della sete degli ideali e della ricerca.
Ho cercato di sbrogliare la matassa dei misteri. Ho affaticato il mio cuore con il senso del sacrificio e della ricompensa.
Che gioia finalmente tramontare e rinascere con l’alba della semplicità.
Ci sono compagni smarriti nei rancori o nella veemenza delle opinioni, ma credo che la più subdola delle dispersioni sia la convinzione che le cose dovrebbero essere semplici ……. ma non è quella la prova.

“Verresti se qualcuno ti chiamasse col nome sbagliato?
Per anni ho chiamato Dio col nome sbagliato” – Rabi’a

Approfondimenti:
Leggi il post introduttivo di Gabriella: L’incontro con Gurdjieff e la Quarta Via
Gurdjieff sull’Essere
La Quarta Via