“Il terzo stato di coscienza è il ricordarsi di sé, o coscienza di sé, coscienza del proprio essere … Per la maggior parte delle persone, anche se colte e ragionevoli, il principale ostacolo sulla via dell’acquisizione della coscienza di sé è che credono di possederla.” – George Gurdjieff (da Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto)

Con una sincera e attenta osservazione di sé è inevitabile constatare che la maggior parte del nostro tempo siamo come ‘ipnotizzati’ e spesso non ci rendiamo conto nemmeno delle nostre azioni.

“Percorrevo un giorno la Liteyny nella direzione della Prospettiva Nevsky e, nonostante tutti i miei sforzi, ero incapace di mantenere l’attenzione sul ‘ricordare me stesso’. Il rumore, il movimento, tutto mi distraeva. Ad ogni istante perdevo il filo dell’attenzione, lo ritrovavo e lo riperdevo… Allora, … decisi di ritornare alla Nevsky continuando a ricordarmi di me. Proprio all’angolo della Nevsky, vi era il tabaccaio che mi forniva le sigarette. Continuando a ricordarmi di me, mi dissi che sarei entrato ad ordinarne qualche scatola. Due ore più tardi, mi svegliai nella Tavricheskaya, cioè molto lontano. Stavo andando in slitta dal mio editore. La sensazione del risveglio era straordinariamente viva. Posso quasi dire che ritornavo in me. Di colpo mi ricordai di tutto: come avevo percorso la Nadejdinskaya, come mi ero ricordato di me stesso, come avevo pensato alle sigarette e come, a questo pensiero, ero caduto, come annientato, in un profondo sonno. Tuttavia mentre ero immerso in questo sonno, avevo continuato a compiere delle azioni coerenti e opportune.” – P. D. Ouspensky (da Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto)

Quante volte, mentre siamo immersi nel flusso interiore dei nostri pensieri, magari mentre camminiamo o mentre stiamo facendo qualcosa di abitudinario, qualcosa ci riporta nel presente e ci sembra quasi di ritrovarsi, di sapere solo in quel preciso istante dove siamo e cosa stiamo facendo. In quel preciso momento noi siamo. Come quando la notte abbiamo un incubo e ci svegliamo seduti sul letto dicendo: “Ah, era solo un sogno!” Eppure l’incubo sembrava reale, ma solo da svegli siamo in grado di capire che eravamo in uno stato di coscienza diverso.
Lo stesso accade quando in un attimo, come un lampo, il comando sii ci riporta nel presente e allora siamo.

“Ma per diventare un giorno capace di vedere una cosa sempre, occorre dapprima averla vista una volta, anche solo per un istante. Tutti i poteri nuovi, tutte le capacità di realizzazione, appaiono sempre in uno stesso modo. All’inizio non si tratta che di rari lampi, che non durano più di un istante; in seguito, appaiono con maggiore frequenza e durano sempre più a lungo…” – George Gurdjieff (da Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto)