“Il cavallo rappresenta le nostre emozioni. La carrozza è il corpo. La mente deve imparare a controllare le emozioni. Le emozioni si tirano sempre dietro il corpo. Questo è l’ordine in cui il lavoro su di sè deve procedere” – George Gurdjieff

Desiderai conoscere la libertà e tentai un esperimento: uscii di casa un giorno e tolsi la parola al regista dispotico, al giudice severo che alberga nella mente, che in ogni istante censura, soppesa, indora e corregge secondo regole contorte.
Mi sforzai di guardare alle cose cosi’ come sono e provai stupore e divertimento nello scoprire la semplice e luccicante realtà.
Funzionò e il desiderio seguente fu quello di mantenere il segreto più a lungo possibile.
Desiderio: questa è la parola chiave.
Per millenni condannato come fonte di mille passioni, è anche il sussurro delle nostre più intime istanze e anche ciò che ci dà la rotta nel mare delle infinite possibilità. L’anima fa conoscere se stessa attraverso il desiderio.
Uno sforzo cosciente sceglie quale desiderio ascoltare, perchè non vuole semplicemente cavalcare ogni vento, ma piuttosto distillare l’oro dell’emozione attraverso un’opera perfetta di visione e determinazione.
Quindi, nel giorno in cui vidi che la porta era aperta, entrai e mi limitai alla totale inazione; fui testimone di mille paure, di opinioni veementi, del sonno degli altri, delle catene, delle sofferenze autoindotte e dei destini segnati.
Vivo tra le cose comuni e mantengo la rotta al confine tra i due mondi, sul filo di ciò che può essere spiegato e ciò che non può essere detto. Mi sforzo continuamente di allentare le corde del controllo e l’austerità del giudizio, nell’attesa che emerga ciò che deve emergere, senza aver posseduto nessuna singola realtà.

‎”….. la prospettiva, è proprio ciò che esclude l’Universo. Tutti con le proprie piccole prospettive, è così che si esclude l’amore..” Motel Woodstock