Quando realizzo, con un tuffo al cuore, che l’attimo precedente ero addormentato ho preso l’abitudine di non giudicarmi per questo ma sono felice di essere di nuovo presente e di nuovo vivo. E ciò mi aiuta a prolungare lo stato.È un po’ come quando si aprono gli occhi e con sollievo si realizza che si era nel primo stato e stavamo facendo solo un brutto sogno!
Ma su risveglio e liberazione c’è una storia che vorrei condividere.
Pochi anni prima di incontrare l’Insegnamento avevo cominciato a notare che le persone che incontravo, compresi gli amici del tempo, erano come ciechi, non c’era luce nei loro occhi. La cosa era incomprensibile ma senza conseguenze nelle mie relazioni se non quando parlavo con esse. Era allora che i loro occhi senza luce mi colpivano di più : non comprendevo quello che stava succedendo e cercavo di spiegarmi l’enigma con il poco interesse nella conversazione . Ci restavo male , diventavo negativo dentro, ma non potevo certo costringere qualcuno a stare attento! Tuttavia notai che cio’ accadeva anche quando le persone sembravano interessate. Tant’è.
Anni dopo mentre cercavo un metodo oggettivo per verificare se stessi davvero ricordando me stesso e quante volte ero in grado di farlo durante il giorno mi ricordai le parole di P. D. Ouspenky sulle strane nuvole che egli vedeva intorno al capo degli addormentati mentre camminava per le strade di S. Pietroburgo circa un secolo fa. Provai a contare quante volte riuscivo in questo come verifica del fatto che stavo ricordando me stesso. Quello che vidi oltre alle nubi erano gli occhi senza luce dei passanti; sembrava che non fossero in grado di vedere , erano come ciechi. Mi ricordavano qualcosa che avevo già visto nel corso degli anni ma che oggi ero in grado di comprendere e spiegare. Ovvero: il Se ,presente e consapevole di se e di ciò’ , era in grado di vedere e spiegare al Centro Emozionale ed al Centro Intellettuale quello che aveva davanti: persone addormentate con gli occhi aperti ma senza luce, che guardano ma non vedono.
Da allora la vista dei ciechi ( accecati dall’identificazione) non produce più sbigottimento e negatività ma compassione per i miei simili e gratitudine per il dono di poter essere presente consapevolmente alla mia vita. Allora avevo occasionali momenti di presenza ma non la consapevolezza di ciò e neppure l’idea. Gesù disse: “La verità vi renderà liberi”; la Presenza consapevole vi renderà liberi.