Mi sono seduto sul dondolo; ho tolto l’orologio dal polso ed ho iniziato a seguire la lancetta dei secondi nella sua corsa regolare sul quadrante provando al tempo stesso ad essere consapevole di me e delle circostanze.
Avevo la TV accesa: pensavo potesse essermi utile ma avevo io contrastanti su ciò; così come sull’avere un sottofondo musicale. Volevo un aiuto esterno per dividere l’attenzione e non essere identificato con lo sforzo di seguire con lo sguardo la lancetta dei secondi. Ho spento la televisione e la musica perché  impedivano di concentrarmi sullo scopo. Poi mi sono concentrato sul respiro e ho diretto l’attenzione sul plesso solare. Intanto la lancetta continuava la sua corsa sul quadrante. Altri ‘io’ mischiati ad osservazioni su quello che stavo facendo, sui modi come lo facevo. Sul fermarsi dei pensieri mentre inspiravo e sul loro riapparire mentre espiravo( immaginazione come prodotto di scarto della mente?).
Dopo un po’  cominciai ad avvertire una leggera gioia nel centro emozionale che accompagnava gli atti inspiratori ed espiratori:l’orologio con il suo quadrante e le sue lancette era lì  nella mia mano ma in un’altra dimensione: non lo vedevo più con gli occhi ma attraverso di essi. La lancetta dei secondi con il suo movimento era un’immagine molto rassomigliante allo srotolarsi degli ‘io’: la macchina orologio e la macchina uomo erano uno immagine dell’altra. La Terra che gira attorno al Sole, e questi coi suoi pianeti attorno al centro della  Via Lattea. Altre macchine ancora. Ma al di  fuori di me.
Per circa un quarto d’ora senza che alcun ‘io’ negativo apparisse all’orizzonte ho continuato questo esercizio nel modo descritto: le interruzioni erano dovute stranamente ad osservazioni interessanti come quella riguardante il numero degli stati di coscienza di un essere conscio rispetto ai quattro degli essere umani. L’Oppositore  in certi momenti diventa subdolo: salvo poi ritornare con più foga agli ‘io’ di giudizio, l’irritazione e via di seguito. Falsa Personalità nel Lavoro e Falsa Personalità nella vita. Per fortuna attraverso la Presenza il Terzo Occhio ha e da, al cuore e all’intelletto, una via d’uscita. È stato davvero un bel pomeriggio.

“C’è solo una via d’uscita: possedere al di fuori di me stesso, per così dire, un ‘fattore-che-regoli-il-non-sonno’, ossia un fattore in grado di ricordarmi sempre, in ogni mio stato ordinario, come ‘ricordare me stesso’”- George Gurdjieff