Come per gioco sfido l’universale ordine delle cose e chiedo che nella mia vita appaia una luce, quella di una maggiore consapevolezza.
E’ un desiderio lecito per chi è stato testimone di un’esistenza diversa in cui le emozioni e le comprensioni si manifestano liberamente, esprimendo ciò che sono.
Solitamente però non è così: ogni nostra esperienza, infatti, viene puntualmente addomesticata dalla nostra mente razionale allo scopo di rendere tutto più ”familiare, aggiustandolo con il resto per evitare ogni fastidio.
Cercando di fuggire anche solo per brevi istanti dal palazzo dorato, nel desiderio di una vita più autentica, il cercatore permette alla coscienza di illuminare l’in-sensato groviglio e tutto diviene immediatamente disponibile, nella sua totalità, con tutte le contraddizioni sue proprie.
Il giorno che accade… è meglio essere pronti.
Ha inizio una lotta dolorosa e temibile, come santi ed asceti hanno raccontato parlando di demoni, di tentazioni e di discesa agli inferi; infatti tale complessità finalmente liberata, si mostra inizialmente come il nostro nemico peggiore, ed è lì che rimpiangiamo di non essere stati abbastanza semplici, educati nella mente e nel cuore.
Si comprende anche come la lotta sia totalmente inutile perchè non ha senso lottare contro sè stessi, anche se non è raro per un aspirante consumarsi nella competizione a tal punto da sacrificare l’intero equilibrio, nel tentativo di contrastare ciò che ha origine soltanto dentro di sè.
E questo è proprio l’ultimo atto della battaglia, prima di sorvolare cieli rimasti per troppo tempo velati.
Le nostre ali sono nuove misteriose capacità in grado di abbracciare tutto ciò che accade, non di evitarlo.
Ci sono state regalate dal coraggio e dalla resa.

Il nostro errore principale consiste nel credere di avere sempre la coscienza, e in generale che la coscienza sia sempre presente, oppure che non sia mai presente. In realtà la coscienza è una proprietà che cambia continuamente. Ora è presente, altre volte manca. E vi sono differenti gradi, differenti livelli di coscienza che devono essere compresi in noi stessi dalla sensazione, dal gusto che ne abbiamo. Nessuna definizione può aiutarci. – George Gurdjieff