“Colui che non costruisce sulla roccia costruisce invano”. È un monito ed un suggerimento per coloro che sono dentro questo Lavoro. E questa roccia interiore sulla quale edificare la Casa del Se non può che essere il Se stesso ed il suo Lavoro per essere presente alle vicende della macchina umana alla quale è unito finché la morte non arriva a separarli nuovamente. A differenza delle azioni umane governate dalla legge dell’accidente e nei casi più evoluti dalla legge di causa-effetto in questo lavoro abbiamo a che fare con altre leggi: qui il fine ed il mezzo sono la stessa cosa. Più volte ho menzionato il punto di vista di P.D.Ouspensky sul fatto che ” Nessun Lavoro può essere fatto nel sonno”: smettere di dormire e’ tutt’uno con il risveglio.
Non c’è causa-effetto perciò il meccanismo stimolo-risposta non funziona a questo livello. Vi sono semplicemente la Volontà del Se e l’assistenza dell’Influenza C che riesce ad attivare e sostenere la presenza del Se anche quando al Se manchi la Volontà, Unità e la Consapevolezza per farlo come prima forza. Quei vividi ricordi di eventi lontani nel tempo ma oltre il tempo stesso sono dovuti a questa realtà che vede le Forze Superiori del Raggio di Creazione intervenire nelle vicende umane per elevare lo stato di coscienza dell’uomo rilasciando degli shocks per scuotere dal sonno i Centri Superiori dell’uomo.
Ricordare se stessi e’ lo sforzo giusto in ogni circostanza ed in ogni istante. E ogni altro sforzo ed azione aggiunge qualcosa alla creazione del Corpo Astrale se è fondata sul Ricordo di Se. È un trucco del se inferiore far credere che è possibile svegliarsi restando addormentati nelle funzioni i inferiori e scambiare il sogno/scopo del risveglio con la realtà del risveglio.
È difficile perché è semplice.
Ma allora perché non ci si riesce sempre? È una questione di Volontà e diverse altre cose quali non avere aspettative, non sentirsi importante, indispensabile, virtuoso, onesto, santo, unico, inutile, inadeguato, cattivo, incoerente, ecc. ecc. In una parola: oltre alla Volontà serve L’Unita’. Si tratta di passare da un’identità corporea ad una identità astrale basata non più sulla separazione e l’isolamento bensì sulla comunione e la condivisione. È ciò non può avvenire completamente se alla Volontà e all’Unita’ non si aggiunge la Consapevolezza/Coscienza del miracolo che stiamo vivendo/condividendo mentre lo si vive.
Volontà, Unità e Consapevolezza sono le coordinate dell’esistenza/presenza del Se nel momento e rappresentano anche l’altezza, la larghezza e la profondità della pietra angolare che è alla base di questo Lavoro: il Ricordo di Se.