L’idea della collaborazione come mezzo per raggiungere più velocemente uno scopo, arriva dalla notte dei tempi. Si tratta anche di una strategia adottata dalla natura per permettere l’evoluzione in forme complesse. Ad esempio il nostro corpo, deve la sua struttura cosi particolare alla collaborazione di circa 50 mila miliardi di organismi, le cellule. Se fosse solo una semplice somma, sarebbero 50 mila miliardi di cellule sparse su una superficie. Invece la collaborazione di tutte queste minuscole forme di vita, da vita a qualcosa che è maggiore del loro insieme, in questo caso parliamo dell’uomo.
Il corpo umano possiede dei meccanismi che autoregolano l’organismo per cercare di mantenere una qualche armonia tra le sue parti, col solo scopo della sopravvivenza. Infatti, se lasciata lavorare in modo automatico, la macchina umana si occupa solo della sua sopravvivenza e non dell’evoluzione. Cercare di evitare la sofferenza è un modo che la macchina utilizza per garantire la propria incolumità. Ma che cos’è la sofferenza?
Dalle mie osservazioni, ciò che chiamiamo sofferenza, disagio, confusione, attrito, negatività ecc. sono forme di energia particolarmente intense che si verificano all’interno del corpo, causate per lo più da eventi esteriori. Questa forte energia scuote la macchina umana dall’interno, provocando la reazione di un centro artificiale, responsabile della produzione delle emozioni negative e costituitosi in noi probabilmente col solo scopo di eliminare tutta questa energia che viene prodotta in eccesso. Le emozioni negative si esprimono attraverso i respingenti con innumerevoli forme, ad esempio anche dietro il sarcasmo e le risa convulse si nasconde spesso la negatività.
Personalmente penso che l’espressione e la repressione delle emozioni negative, siano entrambe dannose per il corpo e per l’anima. La soluzione del problema in questo caso è nella parola “Trasformazione”.
Infatti, nel cammino di evoluzione della coscienza, questo processo meccanico di dissipazione della sofferenza, deve essere fermato e rivoltato a vantaggio dello sviluppo del proprio Se Reale, che necessita proprio di quell’energia in eccesso per crescere. Tutto questo è possibile attraverso la trasformazione della sofferenza o trasformazione delle emozioni negative in positivo. Quindi la sofferenza o le emozioni negative, cose da cui normalmente l’essere umano fugge, quasi come fossero il diavolo in persona, diventano tra i migliori alleati per la nostra evoluzione. Nulla, infatti, può rivelarsi a se stesso senza qualcosa che gli si oppone. Ciò che le nostre parti basse vedono come ostacoli, in realtà sono scalini su cui abbiamo la possibilità di salire, aumentando cosi sempre di più il nostro campo visivo.
Nel suo libro “Un nuovo modello dell’universo”, nel capitolo sul cristianesimo, Ouspensky fa notare che in un passo del vangelo di Matteo, dove Gesù nel deserto scaccia il demonio tentatore con la famosa frase “Vade retro, satana”, nelle traduzioni delle chiese Greche e Slave, queste parole sono tradotte rispettivamente con: “Vai dopo di me” e “Seguimi”. Quest’ultima in particolare è la stessa parola che Gesù ha usato per chiamare a se i fratelli pescatori Pietro e Andrea, i quali divennero poi suoi discepoli prediletti, quando disse loro “Lasciate tutto e Seguitemi”.
Ciò lascia intendere che la parte del demonio nel dramma di Cristo era importante come quella degli apostoli, ma che, proprio come i suoi discepoli, il diavolo doveva restare dietro di lui, per servire e quindi collaborare con un mondo superiore.