Bene e male sono due aspetti della stessa medaglia. Una caratteristica del lavoro di chi è alla ricerca dell’ unità e’ l’utilizzo di ciò che è apparentemente male, trascenderlo ed andare su un piano di consapevolezza superiore. Lo stesso processo vale per ciò che è apparentemente bene. Bene e male sono infatti un’ illusione di questo piano meccanico in cui noi ci troviamo. La consapevolezza e’ oltre il bianco ed il nero, e’ la luce che illumina il ” teatrino” in cui noi ci troviamo.
Premesso ciò, la nostra coscienza ha la capacità di utilizzare l’energia più bassa che circola dentro o fuori di noi, trascenderla e raggiungere un piano superiore. Per poter attuare questo processo e’ innanzitutto necessario non credere al giudizio che la nostra mente in maniera automatica e meccanica produce. Quindi abbiamo la possibilità di utilizzare il “basso”, se non lo giudichiamo, come un vero e proprio carburante che ci permette, se sintetizzato attraverso la sua trasformazione , di andare avanti.
Per attuare la trasformazione e’ quindi fondamentale prima di tutto osservare in maniera distaccata, successivamente non giudicare ed infine trasformare. Questo processo alchemico ha un enorme vantaggio: può essere utilizzato quì, ora, con ciò che abbiamo a disposizione sia interiormente che esteriormente, quindi sia con i nostri pensieri, emozioni, istinti, sia con le circostanze esteriori che compongono la nostra vita.
Trascendere la dicotomia tra bene e male e’ libertà. Abbiamo quindi la possibilità di instaurare una sorta di collaborazione con ciò che è apparentemente più pesante ed i frutti saranno sicuramente più leggeri.
Tra Angeli e Demoni e’ in atto una collaborazione sotto forma di guerra. Per darvi un esempio pratico non posso che fare riferimento ai miei pensieri. In questo momento ci sono dei pensieri che mi dicono: Antonio hai da fare una telefonata, scrivi domani questo post. La parte di me in grado di osservare questo pensiero sta ora cercando di utilizzare quell’ energia che vorrebbe distogliermi da questo momento canalizzandola quì e ora; come? Ho messo luce, l’ho esposta e trasformata e sono ancora qui a scrivere con una maggiore consapevolezza di ciò che sto facendo. Per attuare questa sorta di “collaborazione” e’ necessario essere sinceri con se stessi.